L’interpretazione del patrimonio nella didattica? Si può fare!
Quando frequentavo le scuole medie, oggi scuole secondarie di primo grado, ho avuto la fortuna di incontrare alcuni insegnanti che, senza saperlo, applicavano tecniche assimilabili all’interpretazione del patrimonio. Era la fine degli anni ‘80, un periodo in cui il concetto di interpretazione, seppur già introdotto da Tilden con la pubblicazione del suo libro “Interpreting Our Heritage” trent’anni prima, era quasi sconosciuto ai più, in Italia, tanto più in una piccola scuola di provincia.
Eppure, quelli che al tempo molto semplicemente consideravo i miei insegnanti “preferiti”, con una rilettura a posteriori, posso dire usassero inconsapevolmente un approccio interpretativo: rendevano i contenuti accessibili, stimolavano curiosità e favorivano il coinvolgimento, facendo sì che anche le loro materie diventassero le mie “preferite”; stiamo parlando, nel mio caso, della matematica e dell’educazione civica che, sì, ancora si insegnava.
Provate a ripensare a quali sono stati i vostri insegnanti e le vostre materie preferite, se ne avete avuti, e perché lo fossero.
Non posso dire con assoluta certezza che possa valere per ognuno di noi, ma almeno per me, quegli insegnanti sono stati “i preferiti” perché hanno saputo farmi apprezzare la loro materia, hanno reso comprensibili concetti, che ho potuto assimilare con più facilità, perché hanno innescato la curiosità e la volontà di apprendere: matematica ed educazione civica, non erano più solo insiemi di regole e concetti, ma porte aperte verso un mondo di significati più ampi.
L’interpretazione del patrimonio nella didattica come metodo educativo
Riflettendo su quegli anni e sulla mia personale esperienza, anche professionale, emerge un insegnamento fondamentale: l’importanza di offrire un modello educativo che vada oltre la semplice trasmissione di informazioni, che trasformi luoghi, concetti, storie e persino le materie scolastiche in esperienze coinvolgenti che parlano al cuore e alla mente di chi apprende.
In chiave interpretativa, le materie scolastiche diventano quindi un vero e proprio patrimonio, un insieme di conoscenze e prospettive che offrono chiavi di lettura per comprendere il mondo. Ogni disciplina, dalla matematica alla storia, rappresenta un’eredità intellettuale costruita nel tempo, capace di raccontare storie, stimolare domande e generare connessioni tra sapere e vita quotidiana. Attraverso questo approccio, lo studio diventa un percorso dinamico che invita alla riflessione critica e al coinvolgimento attivo.

La grande sfida per una nuova visione della didattica
La scuola è, insieme alla famiglia, il primo fondamentale punto d’accesso alla cultura, dovrebbe pertanto andare oltre la mera trasmissione di nozioni. Un sistema educativo efficace deve superare la lezione frontale e la ricezione passiva, favorendo invece un approccio olistico e trasformativo, orientato all’azione, alla partecipazione, alla collaborazione, allo sviluppo del pensiero critico, all’inter- e alla trans-disciplinarietà, oltrepassando i confini delle aule per collegarsi al reale.
Le tecniche interpretative offrono strumenti per coinvolgere gli studenti, collegando i contenuti scolastici a esperienze tangibili e significative, creando parallelismi: ad esempio spiegare cause ed effetti di un fenomeno globale partendo da un evento locale permette agli studenti di comprendere i legami tra micro e macro dimensioni, in un contesto di apprendimento che possa diventare significativo anche alla luce del proprio itinerario esistenziale.
Educare alla proattività e alla consapevolezza
Incorporare l’interpretazione del patrimonio nella didattica significa insegnare in modo che ogni lezione diventi un’esperienza rilevante. L’apprendimento non è più confinato al tempo e allo spazio dell’aula, ma si allarga al mondo reale, aiutando gli studenti a sviluppare un senso di appartenenza e responsabilità. La scuola, dunque, non dovrebbe limitarsi a preparare futuri lavoratori, ma aspirare a formare cittadini attivi e consapevoli, in grado di comprendere il valore del patrimonio culturale e naturale e di partecipare alla costruzione di un futuro sostenibile e inclusivo. Grazie a un approccio interpretativo, l’educazione diventa il primo passo per coltivare un pensiero autonomo e una partecipazione attiva alla società.
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